Ialma

Era il blog del mio programma radio. (Musiche etniche, musiche dai mondi da Bari per Puglia e dintorni) Adesso, finite (per ora) le playlist e le storie degli ospiti, c'è spazio per qualche commento su vita, musica, ascolti e guida alla sopravvivenza artistica in materia di musiche sparse in tempi difficili.

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lunedì, dicembre 20, 2004

Controfestival 2004

La terza edizione del Controfestival, 48 ore in diretta, 96 gruppi live non stop sempre in diretta con speakers a fare i turni, inizia con una serie di problemi tecnici, due ore di ritardo per problemi con la diretta, defezioni dell'ultim'ora.
Pur avendolo seguito più da ascoltatore radiofonico che da partecipante (salvo qualche ora di presenza al teatro Kismet qui e li ad inizio e chiusura festival) devo dire che quest'anno l'impressione è stata negativa.
Meno fluidità, più regole interne decisamente irritanti (vai in onda solo se ti sei iscritto ad una lista di speakers).
Mi sa che l'ansia da prestazione della diretta nazionale notturna ha esaltato l'ego di qualcuno.
In attesa che chi deve ritorni coi piedi per terra, restano da segnalare assolutamente un po di gruppi non indifferenti.
I Fabryka, il Diego Morga ballet, piano e danza contemporanea godibile solo da chi era in teatro, mentre chi era all'ascolto ha potuto solo apprezzare le musiche di Diego, pianista ispirato.
Poi ancora Skapcrrat da Molfetta, con ospiti di eccezione la SunnyCola Connection in formazione completa (quella con Caparezza per capirci), StudioDavoli, suoni alla Stereolab, Vegetable G, Marianna Pantaleo, cantautrice in stile seventies ma con personalità e testi affascinanti. E troppi altri che non ho sentito per nulla. Forse l'anno prossimo. O forse no, dipende dall'ego di chi comanda.







postato da: ialma alle ore 19:08 | link | commenti (2)
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mercoledì, dicembre 15, 2004

La musica che uno ascolta, gliela si legge addosso.

Nella espressione, nel modo di fare, tanto più se uno se la vive con intensità, la musica.

Alla fine viene fuori dagli spiragli più impensati, anche e soprattutto se si cerca di coprirla con una giacca ed una cravatta.

 

“…music sweet music, I wish I could caress…” (Jimi Hendrix - Manic Depression)

postato da: ialma alle ore 15:25 | link | commenti (3)
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venerdì, dicembre 10, 2004

Sentivo dire stasera che ieri sera ad un concerto dei Damageplan un folle (il giorno dell'anniversario dell'uccisione di John Lennon tra l'altro) è salito sul palco ed ha fatto fuoco, uccidendo il chitarrista Dimebag Darrell, ex fondatore dei Pantera ed un altro membro della band. Cinque morti in tutto, incluso il folle.

Mai piaciuti particolarmente i Pantera, ma da qui a crepare su un palco perchè un fuori-di-testa ha preso una pistola mi sembra eccessivo

E poi la NRA (National Rifle Association, l'associazione americana di produttori di armi)  si lamenta se si cerca di limitare la vendita di armi da fuoco...

postato da: ialma alle ore 02:21 | link | commenti (1)
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lunedì, dicembre 06, 2004

BELA LUGOSI IS DEAD

Ho fatto parte (mea culpa) di quella schiera di persone che musicalmente ragionano per categorie.
Avete presente, di quelle che METAL (o PUNK, DARK, PIZZICA, JAZZ) = BELLO & RESTO = SCHIFO (per principio preso)
Dai 16 ai 22 è plausibile, oltre è solo inquietante.
Oltre alla chiusura mentale che di per se è qualcosa di negativo, ci si perde talmente tanta musica interessante che non ne vale proprio la pena.
Chi ragiona a compartimenti stagni (e ce ne sono davvero tanti che lo fanno per tutta la vita) difficilmente potrà apprezzare le gocce di splendore che spesso si nascondono nelle musiche "altre"
La musica "dark" ad esempio.
Facile fare dell'erba di Siouxie & The Banshees, Cure, Christian Death e Bauhaus un unico fascio.
Oltre alla naturale avversione per i fasci di qualsivoglia sorta, c'è il rischio di passare sopra tante cose belle.
Ad esempio i Bauhaus.
Da musicista "tecnico", in gioventù era difficile essere presi da qualcosa di 1) lento 2) oscuro 3) non tecnico.
Poi qualche anno dopo, aver scoperto le ritmiche reggae mi è capitato di risentire con attenzione She's In Parties dei Bauhaus.
Incredibile ma vero, il perfetto incrocio fra un brano reggae ed uno dark.
Liquido, con quel basso fretless che disegna tutta sta ritmica in levare.
Imperdibile.














postato da: ialma alle ore 00:21 | link | commenti (1)
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venerdì, dicembre 03, 2004

"My voice was given to me as an instrument of inspiration for my friends, and a tool of torture and destruction to my enemies-- an instrument of truth." --Diamanda Galas, 1988.

Mentre per un post più completo di questo vi rimando qui (http://spidersfrommars.iobloggo.com), mi avanzano due parole da spendere su Diamanda Galas, una di quelle artiste tanto eclettiche quanto potenzialmente terrificanti.
Difficile dare consigli per l'ascolto di artisti del genere.
Scegliere il disco sbagliato compromette qualsiasi tipo di approfondimento.
Troppa violenza emotiva in questa cantante che ha la potenza vocale di una erinni e più o meno la stessa grazia, sia sul palco che nella vita reale.
Quando questa donna inquietante mette da parte la sperimentazione più assoluta (quella di Vena Cava per capirci, che francamente non riesco a reggere per troppo tempo) e si lancia sul blues, ti si aprono davanti nuovi mondi.
Immaginate un blues cantato senza la minima traccia di sconfitta nel canto (che poi è ciò che rende blues il blues).
Una qualcosa che sembra blues senza esserlo, sono differenti le sfumature, ed in una musica che è fatta tutta di sfumature l'effetto è spiazzante.
Capira raramente ma non è improbabile, che a mettere insieme tante cose distinte, la musica della nativa Grecia, jazz e blues, il Living Theatre, tre lauree (biochimica, psicologia sperimentale ed immunologia) e l'america ne venga fuori un ibrido unico.
Giusto suggerimento, quello di ascoltare Malediction And Prayer come primo lavoro, solo piano e voce, con quella meravigliosa cover di Phil Ochs (banjoista molto ascoltato dai pacifisti americani durante gli anni della contestazione contro il Vietnam) ad aprire il disco.
Poco consigliata ai deboli di cuore e ai poveri di spirito, Diamanda, sovversiva terminale.











postato da: ialma alle ore 10:53 | link | commenti (20)
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