Qualcosa sui Bottari la trovate qui (http://digilander.libero.it/biblionogara/bottaridiportico.htm).
Una tradizione secolare (dal 1300) portata avanti, come spiegava Enzo Avitabile durante l’intervista, da ragazzi che non abbiano superato i 20 anni di età, essendo, il suonare nei Bottai una specie di cerimonia di passaggio.
Spesso e volentieri ci si scorda che in campo etnico non esiste la figura del gruppo codificato di professionisti. Nella tradizione, chi suona e chi canta fa altro nella vita.
Come commentavo tempo fa “…è l’unico genere musicale in cui il tuo idolo può essere un contadino, un pastore o un impiegato della rinascente…”
Il disco non è immediato, si snoda su ritmiche molto “dritte” e quadrate, perché i Bottari non usano sincopi, ha un packaging di livello altissimo, una serie di ospiti impressionanti fra cui Khaled, Hugh Masakela, Amina, Manu DiBango, Baba Sissoko.
Molto moderno nei suoi elementi tradizionali. E cresce con gli ascolti.

Il resto della playlist a seguire, pace a tutti.
ENZO AVITABILE & BOTTARI : Abball' cu me, Tutt'egual song'e criature, Chest'è l'Africa, A Peste da SALVAMM’O MUNNO – IL MANIFESTO :
LHASA : Con Todo Palabra da THE LIVING ROAD – AUDIOGRAM
ZEBDA : Toulouse da LA TAWA - UNIVERSAL
URBAN TRAD : La Belle Jig da ONE O FOUR - UNIVERSAL
MALE CHORUS
DAZIBAO : Tabouret-Vache dal DEMO 2003 - AUTOPRODUZIONE
PANTHA REI : Valse De L'avion da STRIDES – WILD BOAR MUSIC
Uno dei piaceri sottili dell'andare a vedere i concerti gratuitamente, sta nel poter telare prima della fine del concerto con la coscienza pulita. Non so a quanti di voi sarà capitato di pagare (spesso fior di svanziche) per un concerto, e poi scoprire che era di un noioso cane.
E di sentire di non poter andare via perchè in ogni caso si era pagato.
Sabato sera no, e gli Yuppie Flu hanno fatto a meno della mia presenza.
Cosa si fa quando un gruppo è bravo e sa stare bene su un palco ma la loro musica non ti tira per niente?
Indie rock sofferto con tracce di post rock. Sarà che mi emozionano altre cose al momento.