PLAYLIST 23 Febbraio (con Loredana Perrini, cantante Faraualla)
AEDO : Experior da AEDO - AUTOPRODUZIONE
CALEXICO : Muleta da HOT RAIL - OUR SOIL OUR STRENGHT
CESARIA EVORA : Saudade da ANTHOLOGIE : MORNAS & COLADERAS - LUSAFRICA
DULCE PONTES : Porto da CAMINHOS - MOVIEPLAY
FRATELLI MANCUSO : Timidi L'Isuli Sù da CANTU - AMIATA
GHETONIA : Is Oriamu da KRIFI - CONTE
HUGUES DE COURSON : Passu Torrau da LUX OBSCURA - VIRGIN
IERARDI-PRINZI : Tarantella da VV.AA. ORGANETTO E TARANTELLE - ETHNICA
LAMBARENA : Pepa Nzac Gnon Ma/Prelude da BACH TO AFRICA - SONY
MARIZA : Estranha Forma De Vida da FADO CURVO - TIMES SQUARE
MAURO PAGANI : L'albero di Canto da MAURO PAGANI - CGD
MUSICIENS DU NILE : Al Nahla Al'Ali da PASSION/SOURCES - REAL WORLD
NUSRAT FATEH ALI KHAN & PARTY : WOH HATA RAHE HAIN da LOVE SONGS - REALWORLD
SHAKTI W/ JOHN MCLAUGHLIN : La Danse Du Bonheur da A HANDFUL OF BEAUTY -
SHEILA CHANDRA : Speaking In Tongues IV da THE ZEN KISS - REAL WORLD
Loredana canta con le Faraualla (http://www.faraualla.com), ha un dannato buon gusto per la musica e si è presentata in radio anche con cd di opera e rock anni 70 (però ci cantava su Demetrio Stratos – che a suo dire sposerebbe), oltre ad una bracciata di cd di musica etnica sparsa. Con una predilezione per il fado.
Dalla prossima puntata mi farò ripetere tre volte dall’ospite la frase “…sto facendo l’ospite di una trasmissione di musica ETNICA e porterò cd di musica ETNICA.
Fra le chicche andate in onda…vabbè faccio prima a dire cosa NON mi è piaciuto, perché è una di quelle playlists di cui comprare tutti i cd elencati e se ne sbaglierebbero al massimo un paio.
Pollice verso per il disco Mauro Pagani (zero etnica, ma un grandissimo Demetrio Stratos) e per gli Aedo, gruppo belga molto giovane. Per il resto… chiudete gli occhi e sceglietene uno a caso e ne varrà in ogni caso la pena.
PLAYLIST 16 Febbraio (Con Daniele Di Maglie, chitarrista di se medesimo e, mi si perdoni il termine, cantautore)
VLADIMIR VYSOTSKIJ : Il Pugile Sentimentale e Qui Non Siamo In Pianura da IL VOLO INTERROTTO - ALABIANCA
BOB DYLAN : Pò Boy da LOVE AND THE THEFT - SONY
CCCP : Aghiasofia da EPICA ETICA ETNICA PATHOS - VIRGIN
PAOLO CONTE : Novecento da REVERIES - NONESUCH
CLAUDIO LOLLI : Borghesia da DALLA PARTE DEL TORTO - STORIE DI NOTE
DANIELE DI MAGLIE : Non So Più CHe Cosa SCrivo e La Ballata Del Vecchio Marinaio da NON SO PIU' CHE COSA SCRIVO - NUD
DHAFER YOUSSEF : Eklil da MALAK - ENJA
CALEXICO : El Picador da HOT RAILS - VIRGIN
MERCEDES PEON : É Xera da AJRU - RESISTENCIA
THE KLEZMATICS : Katz Un Moyz da RISE UP - ROUNDER
STELIOS KAZANTZIDIS : Peino Kai Trou da XRISDANTOS - SYNEXIZET
BOUBACAR TRAORE : Sa Golo da JE CHANTERAI POUR TOI - MARABI
Daniele Di Maglie è un cantautore di nuova generazione, autore (finora) di un solo cd intitolato NON SO PIU' CHE COSA SCRIVO per la NUD, etichetta locale.
“…al giorno d’oggi per i nuovi autori, farsi conoscere è un percorso a lunghissimo termine…”
mi dice, durante la conversazione, parte a microfoni accesi, parte a microfoni spenti.
Non male come riflessione su questa italia soffocata da malamusica e da comportamenti peggiori.
(Seguivo la polemica sul controfestival di antiSanremo. Mi sembra una lodevolissima iniziativa, sperando che qualcuno voglia farcelo sentire in diretta. A me andrebbe benissimo anche per radio…
) Tornando a Di Maglie, il suo cd è un piccolo capolavoro troppo poco conosciuto (http://members.xoom.virgilio.it/dimaglie/ - c’è anche qualche mp3 ), in cui viene frullata canzone italiana, rock, blues e splendidi testi.
Consigliatissimo. Fra i brani sue contribuzioni, c'è da ricordare con interesse Vladimir Vysotskij (Capossela ha tradotto in italiano il suo "Il Pugile Sentimentale") ed i CCCP che etnici non sono, almeno non troppo, ma convinto lui...
Ed anche i Blonde Redhead, che non sono finiti in playlist ma che sono stati in ogni caso mandati. Alla mia domanda "cosa hanno di etnico" la risposta è stata "hanno la cantante giapponese"... O è folle o mi prendeva in giro, ed in ogni caso a me stanno bene entrambe le cose ![]()
IL FENOMENO PIZZICA.
Credo che ognuno abbia dovuto sottostare alla prepotenza di una ronda di tamburelli che ha iniziato a suonare senza che nessuno glielo avesse chiesto. Ho scritto due righe sull'argomento e le trovate in calce. Beninteso, il sottoscritto adora la pizzicapizzica ed ha in antipatia solo quelli che non rispettano la tradizione popolare.Buona lettura ![]()
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Le leggi di mercato che hanno sdoganato la piSSIca al grande pubblico hanno creato delle interessantissime categorie antropologiche che potrebbe essere interessante esaminare:
L'UBIQUO (Ubiquitus Sempervirens Gramignicus) : è l'incubo per eccellenza. Da quando il fenomeno piSSica ha raggiunto codeste vette di diffusione l'Ubiquo è onnipresente e implacabile. Chiunque potrebbe essere un ubiquo piSSicofilo, dal tuo capo al lavoro, al vicino di casa, al giornalaio, all'amico, che inaspettatamente, da interessarsi di entomologia e di farfalle della foce dell' Orinoco ha scoperto che la piSSica piace alle donne, ERGO ci si può rimorchiare. L'ubiquo si divide in numerose categorie, fra le quali :
-TAMBURELLISTA A TUTTI I COSTI (Homo Sonaglierus Pizzicapizzicus) :
E' colui che si è automaticamente elevato al rango di "musicista" da quando ha comprato il Suo strumento, rimandando ad un momento successivo, (data da destinarsi) l'imparare a suonarlo.
Pare incapace di separare qualsiasi funzione vitale della sua esistenza dal suo tamburello. Alcuni studiosi suppongono che persino si accoppi a ritmo di terzinato, ma lo studio è tuttora in corso.
Fra le caratteristiche specifiche del TATIC, l'ignoranza di qualsiasi ritmo che non sia la pizzica, da lui considerata la massima forma espressiva, ed una ricerca spasmodica dello strumento più trendy (rigorosamente pirografato, con pelle verniciata o con grossa bestiaccia pelosa ottozampe disegnata sulla pelle, sonagli triangolari in lega, per far colpo sulle appartenenti alla specie di sesso femminile).
A volte argomenta misticamente la sua scelta al grido di "anche Dio è terzinato, ossia tre in una botta sola"
Il suo scopo di vita è "la ronda", il momento in cui reincontrerà gli altri elementi del branco per dar vita al momento di aggregazione ludico-catartico-misticodiscomusicale.
Alcune specie si sono adattate, e fuori dalla ronda parassitano altre forme espressive, come il TATIC da concerto (che da bordo palco accompagnerà incessantemente il lavoro del tamburellista titolare, andando spesso fuori tempo e mandando fuori tempo tutto il gruppo a mo di domino) o il TATIC Adaptatus il quale, per via della modesta conoscenza di tutti i ritmi popolari più conosciuti si materializza in qualsiasi situazione, su palco o a terra e pretende di accompagnare il ritmo e di cantare -spesso con accento del tutto diverso- dalla tarantella di Montemarano alla capoeira al cha cha cha.
Il TATIC non appartiene a nessuna area geografica specifica, essendo soggetto diffuso su tutto il territorio nazionale (con frange oltreconfine).
Riconoscibile da espressioni tipiche come "siamo tutti amici e tutti coi tamburelli, poi ci facciamo una ronda?" oppure (rivolta ad altre categorie di musicisti di qualsiasi specie, dal sassofonista al timbalero al suonatore di clavicembalo) "mica sai suonare la pizzica che suoniamo tutti insieme?" il TATIC sviluppa un numero di decibel impressionantemente alto, specie se accompagnato da un appartenente ad altra sottocategoria "con djembè"
Basta un numero sorprendentemente basso di appartenenti alla specie per rendere invivibile qualsiasi avvenimento, da una festa religiosa ad un concerto di piazza ad un raduno privato.
Nella sfera mistica inconscia, il TATIC venera il dio "taranta", del quale però non sa assolutamente niente se non che 1) è un ragno 2) se punge fa ballare 3) le sue lodi si cantano suonando il tamburello 4) viva ci bballa
Altre sottospecie comprendono :
- il MARTIRE (Sonaglierus Stigmaticus) : mostra con orgoglio al mondo la sbucciatura alla base del pollice prodotta dal suonare pizzica incessantemente, ed il tamburello schizzato di sangue che darebbe i conati di vomito anche a Dario Argento o ad un medico legale.
Generalmente in jeans e maglia chiara, lo stigmaticus sfoggia sguardo rapito, come il dipinto di San Lorenzo sulla graticola ed una smorfia costante di dolore mentre suona, ed esibirà in ogni circostanza possibile ed immaginabile la cicatrice, segno di appartenenza ad un clan.
- il PROFESSIONISTA DELLA PIZZICA (Sonaglierus Expertuus) : si presenta alle ronde con guantino da bodybuilding accorciato per non rientrare nella categoria MARTIRE (vedi), fascia antisudore o polsiera, tamburello customizzato (cerchio in acero stagionato, pelle mezzocapretto, sonagli in lega nickelargento che mantengono gli acuti pur avendo un suono pieno) e regolarmente va fuori tempo o si stanca di suonare dopo dieci minuti.
- il CAPORONDA (Sonaglierus Metronomicus) : pretende di gestire a mo di Von Karajan 40 tamburellisti e di farli andare tutti sincronizzati urlando TEMPOOOOOOOOOOOO quando sente lo scarto di un 1/32 di uno dei suonatori. In via di estinzione. Per infarto.
- l' ALCOOLICO (Sonaglierus MierumieruMierullallaicus) : il cui motto storico è "No VINO NO PARTY!!", che porta al seguito bottiglia (una o di solito più esemplari) di rosso sfuso rigorosamente da due litri .
- IL COLONIZZATORE (Ubiquitus Missionarius) : Dalla Madonna della Neve al compleanno del parroco al raduno dei boy scout di Cinisello Balsamo, in qualsiasi occasione ci sia da suonare o da ballare, il colonizzatore si presenta con gli amici piSSicati (nella versione con tamburello o senza) inizia a suonare (nella versione con tamburello) o mette su un cd con "I Grandi Successi Della Pizzica" (nella versione senza tamburello), 14 pizziche a 180 BPM, ed inizia a sfrenarsi, con finalità riproduttive (far colpo sulle donne), raramente con finalità di soddisfazione coreutica o tersicorea.
- IL SUONATORE DI DJEMBE' (Afroritmicus BUMBADABUM tritamarronibus) : frutto di un reimpasto di categorie musicali, spostato dai centri sociali alle feste popolari, il BUMBUMBUMicus (definito anche come "bongoloide" negli scritti della Valentini) spesso è imparentato con la categoria del punkabbestia e del collettaro (semihomo scusaciaiqualchespicciolus) e inscindibilmente con quello dell'ALCOOLICO (vedi) , si muove in branchi numerosi e compie la transumanza rituale durante il periodo estivo spostandosi da un pascolo musicale all'altro.
Il WWF e la protezione animali da anni cercano di far estinguere senza successo le predette categorie, proponendo soluzioni che vanno dalla istituzione di detectors e cani guida specializzati nel rilevare sonagli di tamburelli e pelle di capra, alla calmierazione del prezzo della pelle di capra, all'inserimento della bestia nelle specie in via di estinzione.
IL PURISTA : Forte di anni, mesi, a volte anche giorni o solo ore di studio sulle fonti (spesso nei casi più eclatanti costituite solo da un articolo di fondo su repubblica) assurge al rango di Purista.
Le sue frasi preferite sono "...ma gli anziani non fanno così..." ci si stia riferendo al canto, al ballo al suonare o alla preparazione dei cavatelli con le cime di rapa e "...non è a tradizione..." a mo di pontifex magnus e arbitro supremo di cosa sia lecito fare a cosa no in materia popolare. Per lui i musicisti non suonano con sufficiente ricerca, anche se sono di famiglie che cantano da 8 generazioni, i ballerini tutti dozzinali, e balla solo se tutti fanno largo e fanno ballare lui e la sua compagna accompagnando con sonori AAAAH ed OOOOH di apprezzamento le votate o le figurazioni, recuperate dopo anni di ricerca.
IL BALLERINO PISSICATO (Cotolapedius Addhruttepizzicaulatarantellius) : Quando sente pronunciare la parola "pizzica" gli si illuminano gli occhi, e sogna ronde sterminate in cui ballare con gli amici pissicati fino al mattino a mo di discotecalabirinto.
Lui balla come crede perche secondo lui la pizzica si balla così, chiudendo gli occhi, seguendo il suono del tamburello e mettendo il cuore nei piedi (versione new age/Flashdance), saltellando tipo pogo però etnico (versione centro sociale) o peggio ancora, vittima del tragico manuale radioelettra "anche tu ballerino di pizzica in 3 minuti" , facendo il tragico passo "piede destro avanti piede destro indietro" come nelle coreografie de L'AIA, "nota" trasmissione televisiva sulle musiche del mediterraneo che ammorba le domeniche sera su Telenorba.
Ascolta musica popolare a tutte le ore ma non è che gli piaccia poi da impazzire, le registrazioni dei vecchi poi, du palle, stonati, non si capisce un cassius di quello che dicono, ma li ha trovati al banchetto della casa discografica in Salento e non ha potuto non comprarli tutti quanti, anche se adesso fanno solo colore nello scaffale e servono ad impressionare le piSSIcate più giovani.
Spesso il piSSicato abita in una grande città, di solito del nord; sogna ronde di pissica, ma le vorrebbe più vicine a casa, magari all'Idroscalo, perchè arrivare fino in Salento per ballare è una vera tortura. Uè figa!, con tutta la richiesta che c'è, non capisce perchè non importino a Milano cinque o sei gruppi che rallegrino le serate un po "fuori dal trend" ? Spesso ha programmi della serata scaglionati come segue ; happy hour, aperitivo, corso di latinoamericani e serata a ballare la pizzica, con amici dai nomi da cane tipo Giangi, Lullu e la Cicci.
Ha l'orecchio allenato e agile di una campana crepata e balla la piSSica su tutto quello che suoni in tre, tarantelle, saltarelli, house music.
L'archetipo del soggetto in questione è rappresentato dai soggetti che alla festa di S.Rocco al posto di ballare nelle ronde, zompettEano e colotEano davanti alle casse dell'impianto del venditore di panini, che spara pizzica a manetta.
LA BALLERINA PIZZICATA : Nella versione femminile (Cotulapedia Exagitata Abballatiabballatica), la ballerina piSSicata ostenta il tipico costume da ballerina piSSicata, consistente, dal basso verso l'alto in : scarpine da danza classica (versione ricca), da ginnastica (versione sport) o scalza (versione roots), gonnellone largo nero o "etnico" a motivi floreali o cachemere o batik, comodissima da alzare durante il ballo e mostrare all'universo il colore dell'intimo indossato. Segue top stretto nero o maglietta aderente o camiciona larga. Collana etnica. Fascia nei capelli. Movenze pseudoflamenchere/danza sufi/danza del ventre/passo avanti-passo indietro.
Come la prende la pizzica non la prende niente, e sente un trasporto mistico verso il suono del tamburello. Spesso balla ad occhi chiusi "perchè la pizzica è un ballo in cui si deve solo ascoltare il ritmo dei tamburelli e lasciarsi andare"
LA NEOTARANTATA : Anche qui, come nel caso dell'ubiquo, una neotarantata potrebbe nascondersi in vostra sorella, cugina, nella commessa del supermarket, la segretaria del dentista, la collega di università. Come rimedio alla quotidianità hanno deciso che nulla meglio dell'agitarsi scoordinatamente al centro di una ronda di tamburelli o davanti alle casse di un impianto voci in pubblico possa aiutarle a rimuovere lo stress della vita di tutti i giorni.
Trattasi di ragazza (o carampana -documentata all'estero-) di buona famiglia, senza alcun problema psicologico o dramma sociale alle spalle, tranne la tragedia di avere troppo tempo libero da impegnare.
L'appartenenza al club delle Neotarantate (rarissimi i casi maschili) si conquista con sudore e fatica, agitandosi al suolo di uno dei tipici scenari urbani o semiurbani :
- Il centro sociale, fondo in mattonellato, che mantiene la tendenza a diventare viscido a mo di palude subtropicale anche il 15 agosto.
- La strada, fondo in asfalto grezzo con brecciolina, pietrisco e rifiuti di varie tipologie.
- La campagna. Più ecologica come fondo, permette, quando si solleva il nuvolone di polvere, di avere visioni mistiche a seguito di inalazioni cospicue.
Le crisi di trotismo (alcuni movimenti sono identici a quelli del pesce appena pescato) esplodono sempre in ambiente pubblico, e solo
a) durante un concerto.
b) in una ronda cospicua di tamburelli
c) dovunque ci sia del pubblico che osserva
La Neotarantata è a sua volta rintracciabile in natura in due fattispecie : Quella che ci crede davvero (Tarantata Deliriomystica) e quella che no (Tarantata Spectacularia Palcoscenica) che si taranta solo dal vivo e durante i concerti del suo gruppo.
IL PISSICATO : (Tarantatus Simplex) : Parente stretto del ballerino pissicato, il Pissicato semplice è spesso una vittima di amici affascinati del nuovo trend popolarico che dopo carissime lezioni private di piSSica in scuole rinomatissime, hanno deciso di organizzare la vacanza salentina tutta sagre e notti a ballare sulla spiaggia.
Si è trovato coinvolto in serate a base di carne di cavallo, pesce fritto, pettole ed altre specialità locali, musica pompata da impianti spesso pessimi e gruppi da hitparade della pizzica. Ha imparato le strofe iniziali di tre brani, per osmosi e canta per ore pizzicarellamiapizzicarellaaaaa, o ahiluSantuPaulumeuteletaranteeeeee ed alle feste si gasa solo quando sente suonare quelli.
L'ADATTATO : E' di solito figlio del postino di Busto Arsizio. Generazioni e generazioni di cassoeula, cotoletta e zafferano non hanno impedito che, chissà per quale errore genetico, il giovinotto, al posto di essere interessato ad hobby tipici del luogo tipo la serata in disco con gli amici, la curva della Bustoarsiziese o del Milan o la caccia al negher o al terùn, si appassioni di cultura popolare.
Dopo numerosissimi indescrivibili viaggi Busto Arsizio-Pagani (SA) o Trento-Cardeto (RC), sobbarcati per amore della danza e del canto, il soggetto in questione si è impadronito delle forme coreutiche o tersicoree in questione con il risultato che : capisce benissimo il dialetto, canta come se fosse cresciuto sul posto. Balla come un locale.
Tradito solo dall'accento nordico, l'adattatus è assolutamente benvoluto dalla gente del luogo del quale conosce costumi ed usanze e nel quale è perfettamente integrato e salutato come si salutano i parenti emigranti.
Sul territorio nazionale sono presenti rarissimi elementi appartenenti alla specie.
IL SALENTINO ADOTTIVO : Ricalca la tipologia del ballerino pizzicato (vedi) con alcune differenze sostanziali che andremo ad esaminare essendo la categoria più inquietante fra quelle su elencate.
Si "sente salentino" nonostante le sue frequentazioni salentine durino una settimana l'anno, solitamente a cavallo di ferragosto perchè ci sono tanti concerti di pizzica fra cui scegliere.
Di solito passa la sua settimana salentina in villaggio turistico o in campeggio (dove gli unici autoctoni sono i camerieri ed i gestori) dove incontra tanti altri "adottivi" di Gallarate, Cantù, Vipiteno, coi quali porsi interrogativi esistenziali tipo "...è il ragno o è il veleno..." davanti ad un piatto di pesce fritto findus alla sagra locale.
Ama gli olivi secolari, il mare, l'aria, sfoggia magliette tipo "SALENTU MARE SULE E IENTU" e si fa gran vanto di esprimere la sua salentinità partecipando a tutti i concerti nel raggio di 200 KM da casa e frequentando le cene sociali a base di cibo salentino dei salentini autentici, pur non avendo la minima idea di cosa sia la vita reale in Salento.
Per lui "disoccupazione" è una parola che sta solo nel vocabolario fra "depressione" e "dove sbarcare il lunario".
Per lui, i salentini si allontanano da casa per grande spirito di avventura e per organizzare le cene sociali al nord.
Ha comprato De Martino per farlo vedere agli amici e riservandosi di leggerlo più in la.
E' convinto di essere stato pizzicato da qualcosa di non meglio identificato solo perchè prova gusto a ballare sotto i palchi dei concerti di pizzica.
Non ha mai visto un anziano suonare (a parte Uccio Aloisi beninteso)
Si reputa molto in gamba perchè comportandosi così contribuisce a salvare la tradizione, anche se 90 su 100 ha una tradizione dietro casa sua che sta perdendosi.
IL RE DEL FORUM : da quando i fan della musica tradizionale si incontrano in rete, e comunicano fra loro in "forum" spesso viene fuori la figura del "re del forum", perfetto sconosciuto che assume, senza che nessuno glielo abbia mai chiesto, il ruolo di moderatore, commentatore maximus, ed esperto supremo di qualsiasi materia inerente il popolare.
Questa atipica figura diventa spesso vittima del ludibrio della "comunità", la quale più o meno velatamente lo invita in toni più o meno offensivi a :
1) farsi na forchettata di c***i suoi
2) smettere di postare le sue cazzate buoniste e superficiali
Senza risultato alcuno.
Non risultano metodi testati per eliminare creature del genere, a parte ignorarlo prudentemente. Ma purtroppo neanche questo ha effetti visibili.
Partiamo dal bis.
In cui Dhafer Youssef, uno che ha fatto dei grandi lavori solisti che buttano nello stesso calderone chitarre moderne e canto tradizionale tunisino, chiede al pubblico di cantare una nota. un AAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHH corale.
E su questa nota fa snodare la tromba di Paolo Fresu come una stella filante.
Ed una chitarra, tutto questo sul mare di suoni di una chitarra preparata, cavi a sufficienza da imbrigliarci una motonave ed effetti, alcuni così vecchi che potrebbe averci suonato Jimi su quelle scatolette.
Progetti strani in circolazione...
Un chitarrista norvegese che sputa loops, sui quali costruire altri loops e basi ritmiche, ed a volte lineee melodiche che sembrano galleggiare sott'acqua.
Un trombettista che guarda molto oltre.
Uno che sembra molto più giovane dell'età della sua fama.
Finchè non gli osservi gli occhi
Ed il suono che esce dai suoi strumenti
E l'ansia con il quale getta via la tromba per recuperarne una più grossa con l'ottone che ha le macchie scolorite dello strumento molto usato.
E seguirci il canto di Dhafer Youssef. O i temi dell'oud. O i ritmi portati sulla tavola armonica come se fosse un tamburo e non un liuto.
Tutto questo insieme.
Melodie non allineate, nessuna traccia di canzoni, tutto molto molto liquido.
Finchè quello li, con una voce da muezzin si allontana dal microfono e comincia a cantare con una voce tesa e potente, riempendo la sala di altri mondi.
E quell'altro passa tre o quattro minuti a tirare una nota unica e continua dalla tromba, che pare incisa ed invece è respirazione circolare.
Ed il terzo con una sei corde butterata sospinge il tutto verso non si sa dove ma è bello andarci.
E poi uno esce dal teatro e sul mare nevica.
FRESU-AARSET-YOUSSEF - KURSAAL SANTALUCIA - BARI
Playlist 9 Febbraio 2004
con Mario Salvi, musicista di troppi progetti per scriverli qui
(www.mariosalvi.it per ulteriori dettagli)
MARIO SALVI :
Tarantella di Montemarano, Pizzica a la Casteddana, Tarantellitsa, Tarantarock e Tarantella (tradizionale) + I Ciuri da TARANTERIA – FINISTERRAE
Oriente Vesuviano, Trenta Gradi, Un Futuro a Sud da CALDERA - FINISTERRAE
CESARIA EVORA : Tchintchirote da CABO VERDE – LUSAFRICA
LAMBARENA : Sankanda. Lasset uns den nicht da BACH TO AFRICA – SONY
GABRIEL YACOUB - LA Blè Sur L'Eau da QUATRE - MELODIE S.A.
KORA JAZZ TRIO : Now is the time da KORA JAZZ TRIO - CELLULOID
Playlist incentrata sull’ospite della serata, Mario Salvi, uno degli organettisti più conosciuti e rispettati a livello nazionale.
Suoi brani come la Tarantella Distratta e Strummolo, sono diventati rapidamente degli standards coi quali misurarsi.
Organettista, tamburellista, cantante e professore (al conservatorio popolare di Lecce ed a VillaCastelli) Mario è una persona di rara umanità, disponibilità e professionalità.
Ricercatore sul campo, conta, fra i numerosi progetti di curare l’uscita di un cd sulla musica tradizionale a Villacastelli, uno dei rari paesi in cui l’organetto è suonato in quasi tutte le case.
Tre i suoi lavori disponibili in cd.
Due solisti : l'ultimo Taranteria incentrato sulle possibilità espressive della tarantella, con numerosi esempi tradizionali (riggitana, montemaranese) ed aperture moderne (tarantella rock, balcanica) ed il precedente Caldera, che spazia fra tradizionali riarrangiati e composizioni originali.
Con due colleghi di assoluto rispetto, Roberto Tombesi dei Calicanto e Ciuma Del Vecchio dei Bevano Est, invece è stato registrato IL MARE DI LATO, anche qui melodie tradizionali e nuove composizioni per trio di organetti.
Per ulteriori informazioni su Mario, rimando al suo sito (www.mariosalvi.it)
Serata chiaramente finita nel migliore dei modi, suonando sulle panche di Storie Del Vecchio Sud
(Via Buccari, Bari)

Playlist 2 Febbraio 2004
con Michele Napoletano, attore, cantante, ballerino, padre e molto altro ancora...![]()
KHALED : Les Ailes da N’SSI N’SSI – BARCLAY
RENAUD GARCIA FONS : Oriental Bass da ORIENTAL BASS – ENJA
FANFARE CIOCARLIA : Asfalt Tango da BARO BIAO – PIRANHA
MIRKO LODEDO : LA Grotta da IL GRANDE RACCONTO – AUTOPRODUZIONE
RICCARDO TESI : Maggio da BANDITALIANA – MANIFESTO
NIDI D’ARAC : Nia Nia da JENTU – V2
ARMANDO GALLO, GIUSEPPE SIMEOLI, ANTONIO SCARPATO : Introduzione, canto e danza per Montevergine da LA TRADIZIONE IN CAMPANIA – EMI
JOSE AFONSO : Cantigas de Maio da CANTIGAS DE MAIO – MOVIEPLAY
ACQUARAGIA DROM : Musicanti da ZINGARI – SUDNORD
AS.SUR.D. : Miez’a Na Via da INTRASATTA – AUTOPRODUZIONE
BANDAIONICA : Ombra Sacra da MATRI MIA – DUNYA/FELMAY
ENZA PAGLIARA : Donna De Coppe da DONNA DE COPPE – AUTOPRODUZIONE
ANTONIO CHAINHO : A Sombra (Fado Nocturno) da A GUITARRA E OTRAS MULHERES – MOVIEPLAY
PUPI E FRESEDDE : Pizzica Pizzica da LA TERRA DEL RIMORSO - EMI
Che dire, puntata fatta di Candelora, il giorno in cui si va per devozione in pellegrinaggio alla Madonna di Montevergine in Campania, uno dei rarissimi posti in cui ancora si balla la tradizionale tammurriata. E per una strana coincidenza l’ospite della serata è Michele Napoletano, attore, cantante e grandissimo ballerino (ed insegnante) di balli del sud Italia.
Vedergli ballare la tammurriata è vedere poesia in movimento.
Introduzione, canto e danza per Montevergine è dedicato a lui, a me ed a tutti coloro che seguono la tradizione popolare credendoci veramente e non lasciandola ad un fenomeno di costume o ad una porcheria per attirare i turisti (vedi Salento) e sforzandosi di essere guardiani della memoria.
Il brano è tratto dal cofanetto (sette vinili) di Roberto De Simone, registrazioni degli anni 70 di alcuni fra i più importanti maestri della tradizione campana, molti dei quali, purtroppo, ormai scomparsi.
Altro reperto degli anni 70 è il disco dei Pupi E Fresedde, uno dei primissimi gruppi di riproposta in Italia, con un giovanissimo Pino De Vittorio.
Altri consigli per gli ascolti : Enza Pagliara, rarissimo esempio di artista giovane che ripropone la tradizione autentica salentina, quella non fatta solo di pizzica per intenderci, ma anche di canti alla stisa, serenate, stornelli e canzoni.
Idem per le Assurd, quartetto in attività da molti anni (www.assurd.com), grande esempio di ottimo utilizzo delle voci. 
Zamboni Massimo, più conosciuto per essere stato chitarrista di CCCP e CSI, dopo due anni di silenzio ritorna in attività con una doppia uscita, il libro Emilia Parabolica ed il cd Sorella Sconfitta. Il libro è da leggere, quando capiterà.
Zamboni da ascoltare questo pomeriggio, in cui presenta presso la Feltrinelli locale entrambe le uscite
Il cd è già patrimonio domestico, comprato da un fratello che è "fedele alla linea" da quindici anni e passa. Dalla preadolescenza insomma.
Zamboni resta il solito personaggio tranquillo di sempre, e si sforza di commentare un album nel quale le voci di donna la fanno da protagoniste. Chitarre grattuggiate e voci femminili, da Lalli (mitica cantante dei Franti – qualcuno ricorda? Nessuno? Te pareva…) a Fiamma, più bjorkesca della stessa Bjork, a tante altre.
I brani prendono. Molto. Nonostante non siano immediati.
Da sentire, risentire, trisentire, uno di quei dischi che fanno compagnia per molto tempo e regalano qualcosa di nuovo ad ogni ascolto.
Che dire, beata pazienza, a rispondere a domande tipo “perché è finita coi CSI” (e che diamine, un po’ di tatto). Poco sveglia la Feltrinelli che di Zamboni aveva poco più di una mezza dozzina di copie in arsenale. E le richieste sono state il triplo ovviamente.
Grazie Massimo, per non esserti ancora arreso.