Ciao terra.
L'altra gioia di fare un programma radio è quella di poter costruire una scaletta nel tempo che ti pare.
A volte c'è un brano (o più) che ti ossessiona per tutta la settimana, a volte sei costretto (spesso, lavoro infame) a scegliere tutto in un paio di ore. Le migliori playlist sono quelle scelte con cura, ma quelle fatte in corner hanno un loro fascino. Poi non sapendo come contribuirà musicalmente l'ospite, possono venire fuori delle combinazioni che sembrano studiate a tavolino, e nella stessa sera vanno in onda due cd di oud, due di flamenco, due cd dello stesso artista, lo stesso cd (è capitato anche quello).
Povera patria, se ci aspettiamo un ordine anche da due playlist di due persone differenti.
Quindi a parte le ricostruzioni tipo quesito della Susi (non si può farne, per conoscere bene una tradizione, bisogna andare dove quello strumento è suonato, dove quel ballo è ballato) ritornando alle definizioni allargate, world music è veramente un mare senza sponda. In radio passa davvero di tutto, ma veramente di tutto.
Sky is the limit; mando in onda tanto la musica tradizionale, quella roots e pura dei cd di registrazioni sul campo, Africa, Asia, Europa, quanto la più assoluta commistione fra etnica ed elettronica, dove sia realizzata con un minimo di buon gusto, ovviamente. Anche in questo campo i pacchi abbondano eccome.
Troppi musicisti ormai alla frutta compositivamente danno una mano leggera di world music agli ultimi prodotti, quasi che una percussione araba, a mo di spezia, possa coprire l'odore di vecchio della musica. Comunque a saper scegliere ed ascoltare, c'è sempre un sacco di belle uscite (e la lista di cd da comprare cresce, cresce, cresce).
Basta divagare. Ritornando a Ialma, il programma è veramente omnicomprensivo. Dicevo vale tutto, e finchè me lo permetteranno (e me lo permettono, perchè fortunatamente una volta tanto lo scopo della radio non è (solo) vendere pubblicità ma (anche) fare cultura) continuerò a mandare le cose più disparate, dall'assolo di packavaj (percussione indiana, contributo di uno degli ospiti, uno stralcio da un assolo di 47 minuti circa ;-) ) alla tammurriata tradizionale solo voce e tamburo, ai dischi di registrazioni sul campo di Alan Lomax, dal canto armonico a quello polifonico salentino, russo, ai più disparati melting pot (i mongoli che mettono il canto armonico su musiche alla Nick Cave) o il flamenco elettronico o l'hip hop su basi di musica cubana (Orishas!!) o le ManoNegrate dei Dusminguet a Renato Carosone (altro ospite alquanto eccentrico).
L'ospite, dicevo nel 90% dei casi è un musicista, con gusti diversissimi da quelli del sottoscritto ed una collezione che va in tutt'altre direzioni e verso altre nazioni.
Basta pochissimo, davvero. Un ospite ama il nord dell'India ed un'altro il sud, ed eccoti due discografie da 5-600 cd che ne hanno solo una decina in comune.
Il che è stimolante da morire, perchè non volendo avere nessun controllo (manco lo chiedo) sulla musica che arriverà in trasmissione, mi trovo a dover gestire situazioni stranissime. Devo ringraziare un paio di ospiti per avermi fatto innamorare con ferocia di un paio degli artisti che hanno portato (grazie mille), e per lo scambio culturale (che è sempre la nostra finalità ultima... anzi non è vero, la finalità ultima è sempre la birra al pub serale
, da sempre casa degli artisti cittadini, STORIE DEL VECCHIO SUD)
NOW PLAYING : KLEZMER NOVA - DELICATESSEN - PHILIPS FRANCE - 2003
Giorno... dicevamo (più addormentato che sveglio - 4 ore di sonno scarse, al diavolo, umore pessimo-)...
Ahsi, arenati sul concetto di Uorld Miusic. Non me ne vogliano i rocchettari se affermo che non c'è paragone fra i due generi. A parte che sarebbe come paragonare un carciofo a una rapa, world music per me è un termine omnicomprensivo.
Io lo definirei piuttosto worlds music (non me ne vogliano gli inglesisti), musiche DEI MONDI, (o DAI MONDI) perchè ognuno di quei sottogeneri è un universo a se.
Non parliamo di macrofamiglie o di domande idiote tipo "ti piace la musica africana". Anche nella musica di una etnia o di un luogo (esempio genere Italia--> tarantella-->calabrese -->aspromontana--->cardoleddha-->per organetto o zampogna o lira o tamburello per farla facile oppure Africa--->Africa Centrale-->Senegal-->musica wolof---> ed arrivati li le cose iniziano a farsi davvero complesse, perchè ogni strumento usato dal djembè alla kora è un mondo che arriva fino al singolo musicista). Al confronto ricostruire la storia del prog inglese diventa facile come il cruciverba di copertina della settimana enigmistica.
NOW PLAYING : DANIEL BARENBOIM RODOLFO MEDEROS, HECTOR CONSOLE : TANGOS AMONG FRIENDS
Innanzitutto due parole sul programma. Ialma è world music a 360° e lo conduce il sottoscritto il lunedì sera dalle 1950 alle 2100 sulle frequenze di Controradio (97.3) che sarebbe la emittente di Popolare Network per Bari e provincia.
Un discreto raggio di azione dei ripetitori ed una più che affezionata fascia di ascolto lo rendono una trasmissione piacevole da sentire.
La particolarità : porto in onda con me ogni puntata un ospite diverso. Per occasioni "mondane" tipo la presentazione di un cd o di un evento particolare (concerto, teatro&musica), ma spesso e volentieri solo per dividere la trasmissione con qualcuno che abbia della world music un concetto del tutto differente dal mio.
Musicista (la maggior parte delle volte) o anche solo grande esperto del genere. E ce ne sono davvero tanti.
Piccola digressione. Controradio (www.controweb.it, sito orrendo e raramente aggiornato, ma vabbè, spero lo migliorino a breve) è l'unica radio della zona -e oserei dire del sud italia- ad avere una programmazione absolutamànte alternativa. Niente roba da classifica pecoreccia o da discoteca, solo musica SERIA.
Qualche anno fa, il buon Carlo Chicco, al tempo direttore della programmazione e addetto alla scelta dei collaboratori -nonchè ricercato DJ rock- ebbe una idea niente male. Al posto di cercare "speakers" che si specializzassero in musiche distinte, ha fatto esattamente il contrario. E' andato a selezionarsi gente che aveva conoscenze musicali sopra la media (leggi tutti quei matti che a casa hanno centinaia e centinaia di cd, vinili, cassette rare, una vita sociale discutibile e per cui nulla fa la felicità più di trovare su una bancarella di usati una rara edizione di un cd -a proposito se qualcuno dovesse avere una copia del 7" degli Opeth "Still day.." e volesse disfarsene...
-) e ha messo loro a fare i DJ. Una mossa azzardata che però ha innalzato musicalmente la radio a livelli molto molto alti.
Dicevo del programma; in radio da me è passata tanta gente, tutta con, in comune con il sottoscritto, l'amore per la musica e l'apertura mentale.
Vabbè, world music, si fa presto a dire world music, ma che diamine è 'sta world music? La domanda è tipo "che cos'è l'amore"
, ossia, ognuno ha le proprie idee in materia. Per me WM è solo una etichetta , che spesso e volentieri viene usata a c***o...ehm... impropriamente, ma ne riparliamo fra qualche ora. Sono le 4 e sono poco lucido.
Bonne nuit ![]()
Now Playing : SANTANA : DIVINE LIGHT - 2001 (remixato da Bill Laswell)